Quando un’impresa chiede il pagamento di una parte dei lavori eseguiti, non basta dire che il cantiere è “a buon punto”. Serve un documento capace di dimostrare quali lavorazioni sono state realizzate, quanto valgono e quale somma può essere liquidata. Il SAL, cioè lo stato di avanzamento lavori, svolge proprio questa funzione negli appalti pubblici e, se previsto dal contratto, anche nei lavori privati.
Il SAL collega il lavoro eseguito al pagamento maturato
- SAL significa stato di avanzamento lavori.
- Riassume le lavorazioni eseguite dall’inizio dell’appalto fino alla data di riferimento.
- Deriva dalla contabilità dei lavori e non da una semplice valutazione visiva.
- Negli appalti pubblici serve a determinare la rata di acconto spettante all’impresa.
- Nei lavori privati è obbligatorio solo se il contratto lo prevede.
Che cosa significa SAL e che cosa certifica
L’acronimo SAL indica lo stato di avanzamento lavori, un documento contabile che fotografa l’avanzamento economico e quantitativo di un appalto in una determinata data. Non descrive soltanto ciò che si vede in cantiere, ma collega ogni lavorazione eseguita al relativo prezzo contrattuale.
In concreto, un SAL può indicare quanti metri quadrati di pavimentazione sono stati posati, quanti metri cubi di calcestruzzo sono stati gettati o quale percentuale di un’opera a corpo è stata completata. Da questi dati si ricava il corrispettivo maturato, cioè il valore dei lavori contabilizzati fino a quel momento.
La differenza rispetto a un normale rapporto sullo stato del cantiere è importante. Un rapporto può spiegare che le opere procedono regolarmente, mentre il SAL deve permettere di stabilire quanto è stato eseguito e quanto può essere pagato. Per questo si basa sulla documentazione contabile e sulle misure rilevate, non su una stima generica.
Negli appalti pubblici il SAL è inserito nella procedura di contabilità prevista dal Codice dei contratti pubblici. Nei lavori privati, invece, non esiste un obbligo generale di redigerlo: diventa vincolante quando è previsto nel contratto, nel capitolato o nel preventivo accettato dal committente.
Come si forma un SAL in un appalto pubblico
La procedura parte dalle misurazioni delle opere realmente eseguite. Il direttore dei lavori o il personale incaricato registra le quantità nel libretto delle misure, un documento nel quale vengono riportate le dimensioni e le lavorazioni accertate in cantiere.
Le registrazioni confluiscono nel registro di contabilità. Qui alle quantità vengono applicati i prezzi contrattuali, così da determinare non solo l’avanzamento fisico, ma anche il valore economico maturato dall’impresa. Il SAL è quindi un documento riepilogativo ricavato dalla contabilità, non un documento indipendente da essa.
| Documento | Funzione | Figura coinvolta |
|---|---|---|
| Giornale dei lavori | Registra l’andamento quotidiano del cantiere, gli operai, le attrezzature e gli eventi rilevanti. | Direttore dei lavori o suoi collaboratori |
| Libretto delle misure | Rileva quantità, dimensioni e lavorazioni eseguite. | Direzione dei lavori e impresa |
| Registro di contabilità | Applica i prezzi contrattuali alle quantità e determina il valore maturato. | Direttore dei lavori |
| SAL | Riepiloga l’avanzamento e indica l’importo dell’acconto da riconoscere. | Direttore dei lavori e RUP |
| Certificato di pagamento | Formalizza la somma che la stazione appaltante può liquidare. | RUP |
Nel quadro del D.Lgs. 36/2023, la disciplina operativa si trova soprattutto nell’Allegato II.14. Il direttore dei lavori trasmette il SAL al RUP, cioè al responsabile unico del progetto, che emette il certificato di pagamento dopo le verifiche previste, compresa la regolarità contributiva dell’esecutore.
Le scadenze non sono uguali per tutti gli appalti. Il contratto e la documentazione di gara stabiliscono quando deve essere emesso il SAL, per esempio al raggiungimento di una certa percentuale, dopo un determinato importo maturato o a intervalli temporali concordati. Confondere la cadenza del SAL con una regola fissa valida per ogni cantiere è uno degli errori più frequenti.

Come si calcola l’importo da pagare
Nel contratto a misura il calcolo è relativamente diretto. Per ogni voce si moltiplica la quantità eseguita per il prezzo unitario previsto dal contratto, poi si sommano gli importi delle diverse lavorazioni. Il risultato rappresenta il valore cumulativo dei lavori contabilizzati fino alla data del SAL.
Immaginiamo un appalto con lavori contabilizzati per 48.000 euro al secondo SAL. Se l’impresa ha già ricevuto 30.000 euro in precedenza, l’importo teorico del nuovo acconto sarà pari a 18.000 euro, prima delle eventuali detrazioni previste dal contratto e dell’IVA.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Corrispettivo maturato cumulativo | 48.000 euro |
| Acconti già corrisposti | 30.000 euro |
| Acconto lordo del nuovo SAL | 18.000 euro |
Il valore del SAL non coincide sempre con la cifra che arriva sul conto dell’impresa. Possono incidere il recupero dell’anticipazione, le ritenute contrattuali, le garanzie, le detrazioni e l’IVA. Per questo, nella lettura del documento bisogna distinguere tra importo maturato e importo effettivamente liquidabile.
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La differenza tra contratto a misura e contratto a corpo
Nel contratto a misura si contabilizzano le quantità effettivamente eseguite, applicando i prezzi unitari. Se il computo prevede 100 metri di tubazione e ne risultano posati 40, il SAL riflette normalmente quei 40 metri, sempre che la lavorazione sia stata eseguita e accettata secondo contratto.
Nel contratto a corpo, invece, il prezzo complessivo è legato all’intera opera. Il SAL viene costruito sulla base dei criteri di avanzamento stabiliti nel contratto, nel cronoprogramma o nella scomposizione delle lavorazioni. Non basta quindi dividere automaticamente l’importo totale per il numero di mesi del cantiere.
Questa distinzione ha conseguenze pratiche. In un appalto a corpo, una lavorazione molto impegnativa potrebbe avere un peso economico maggiore rispetto al tempo impiegato per eseguirla. Io controllo sempre che la percentuale indicata nel SAL sia collegata a lavorazioni realmente identificabili, non a una semplice sensazione di progresso.
Che cosa deve contenere e quando può essere contestato
Un SAL ben costruito deve consentire a chi lo legge di ricostruire il percorso che porta dall’opera eseguita all’importo richiesto. Di norma contiene i riferimenti dell’appalto, la data, il numero progressivo, le lavorazioni contabilizzate, le quantità, i prezzi unitari, gli importi cumulativi e gli acconti già pagati.
Negli appalti pubblici devono essere coerenti anche i riferimenti amministrativi, come il contratto, il CIG quando richiesto e gli eventuali atti di variante o revisione prezzi. La presenza di una voce nel SAL non sostituisce però l’autorizzazione necessaria per eseguire una lavorazione aggiuntiva.
Una contestazione può nascere quando l’impresa e la direzione dei lavori attribuiscono un valore diverso alla stessa attività. Le cause più comuni sono quantità non concordate, lavorazioni incomplete, materiali non accettati, prezzi applicati in modo errato o opere eseguite in difformità dal progetto.
- misure rilevate senza un riferimento chiaro al luogo dell’intervento;
- lavorazioni conteggiate due volte in SAL diversi;
- materiali presenti in cantiere ma non ancora accettati;
- varianti eseguite senza un ordine o un atto autorizzativo;
- percentuali di avanzamento non collegate a un criterio contrattuale;
- confusione tra importi netti, IVA e somme già liquidate.
Se c’è una difformità, il direttore dei lavori può confrontarsi con l’esecutore prima di adottare il documento. Questo passaggio è utile perché permette di correggere un errore contabile senza trasformarlo subito in una controversia. Quando invece il disaccordo resta, è essenziale che le riserve e le osservazioni siano formulate con tempestività e secondo le modalità applicabili al contratto.
Come funziona il SAL nei lavori privati
Nel settore privato il SAL è soprattutto uno strumento contrattuale. Il committente e l’impresa possono stabilire pagamenti legati a fasi precise, per esempio demolizioni completate, struttura ultimata, impianti predisposti e finiture concluse.
La clausola dovrebbe indicare almeno quando matura ogni pagamento, chi verifica l’avanzamento, quali documenti devono essere consegnati e in quanti giorni il committente deve approvare o contestare il SAL. Una formula vaga come “pagamento in base allo stato dei lavori” lascia troppo spazio a discussioni.
Per una ristrutturazione da 60.000 euro si potrebbe prevedere un primo acconto da 15.000 euro dopo le demolizioni e le opere preparatorie, una seconda rata da 20.000 euro al completamento degli impianti, una terza da 15.000 euro dopo intonaci e pavimenti e il saldo di 10.000 euro alla consegna, dopo le verifiche finali. Le percentuali, però, devono riflettere il reale peso economico delle lavorazioni, non soltanto il loro ordine temporale.
Un SAL privato non equivale automaticamente ad accettazione definitiva dell’opera. Il committente può pagare una fase e mantenere il diritto di contestare vizi, difformità o lavorazioni non eseguite a regola d’arte, purché il contratto e la legge applicabile siano rispettati. Anche per questo consiglio di allegare fotografie, misure, verbali e una descrizione precisa delle opere completate.
Il controllo che faccio prima di approvare un SAL
Prima di approvare uno stato di avanzamento verifico che la data del documento sia coerente con il periodo realmente lavorato e che le quantità siano ricostruibili. Controllo anche che ogni voce rimandi al computo metrico o all’elenco prezzi corretto.
- confronto le lavorazioni con il progetto e con gli eventuali ordini di servizio;
- verifico che le quantità siano cumulative o progressive secondo il criterio dichiarato;
- controllo gli acconti già pagati e le detrazioni applicate;
- separo le opere eseguite dai materiali semplicemente depositati;
- controllo che varianti e revisione prezzi abbiano una base documentale;
- verifico firme, date e collegamento con il certificato di pagamento.
Il punto decisivo è non trattare il SAL come una formalità amministrativa. È il documento che mette in relazione lavoro, contabilità e pagamento. Quando le misure sono chiare e il contratto stabilisce criteri precisi, il SAL accelera la liquidazione e riduce il rischio di contestazioni; quando invece nasce da percentuali approssimative, può diventare il primo segnale di un problema più ampio nella gestione dell’appalto.